Bonsai

Le diverse specie disponibili sul mercato

Le persone che si avvicinano per la prima volta all’arte del bonsai devono valutare le specie a disposizione, in modo da scegliere quella più adatta al proprio livello di abilità. Scopriamo insieme le principali specie disponibili.

Le caducifoglie
Le caducifoglie sono sicuramente le piante più adatte per chi desidera ottenere i migliori risultati nel minor tempo possibile; si tratta di piante che ogni autunno, in coincidenza con l’inizio del periodo di riposo vegetativo, perdono le foglie. Oltre agli alberi da frutto e agli aceri, rientrano in tale categoria il faggio, il frassino, la betulla, il ginko e il nocciolo.
Esistono comunque anche piante (come la robinia e l’acacia) che, pur appartenendo alla famiglia delle caducifoglie, mal sopportano le numerose potature richieste da un bonsai. Per altre, invece, è necessaria solo una maggiore perizia per assicurare una crescita uniforme. Infine, alcune di esse garantiscono la possibilità di correggere eventuali errori (anche quelli in materia di irrigazione e di fertilizzazione).
Per i principianti in materia di bonsai è importante indirizzarsi verso alberi che presentino foglie molto piccole. Il consiglio è quello di rivolgersi ad un vivaio o ad altre aziende specializzate nel giardinaggio hobbistico.

La famiglia dei decidui: i bonsai più comuni
Tra le piante da bonsai più vendute rientra sicuramente l’olmo parviflora, che presenta moltissimi rami (quasi una rete) e, per tale motivo, è perfetto per ottenere un bonsai. Se tale pianta, nota anche come olmo cinese, si adatta ottimamente ad una riduzione, molto venduto è anche l’olmo giapponese, ossia il bonsai di Zelkova.
Quest’ultimo si distingue dall’olmo cinese per le foglie che hanno una seghettatura unica anziché doppia,  e sono dentate ed appuntite. Sono entrambi bonsai da esterno ma, nel corso della stagione invernale, è opportuno trasferirli in un ambiente riparato.
Altra pianta che può essere trasformata in bonsai è il ligustro, che comprende numerose sottospecie. A caratterizzarlo sono la robustezza e la resistenza. Per i bonsai realizzati con le querce vengono utilizzate principalmente due tipologie: la quercia inglese e la quercia bianca. Quando le temperature invernali diventano troppo rigide, la quercia deve essere riparata dal freddo; negli altri periodi dell’anno, invece, può essere posizionata a mezz’ombra oppure direttamente in pieno sole, senza che questo provochi danni.

Realizzare bonsai con le conifere
Le piante appena presentate appartengono tutte alla famiglia dei decidui, ma è possibile trovare specie per bonsai anche all’interno delle conifere, come il ginepro bonsai e il pino nero. Quest’ultimo, pur non essendo facile da curare e da trasformare in bonsai, ha il vantaggio di essere molto resistente anche in condizioni atmosferiche difficili. Gli aghi di tale albero possono raggiungere anche i 12 centimetri; pertanto, è opportuno procedere ad accorciarli mediante pinzature.

Le meravigliose piante tropicali
Tra le piante tropicali, invece, rientrano la serisa, il prugno cinese, la pianta del tè, il bonsai ficus ginseng e il bonsai olivo.
Quest’ultimo si trova facilmente in commercio, in quanto rappresenta un albero dalla forte importanza simbolica per tutta la zona del mediterraneo. Si tratta, anche in questo caso, di un albero molto vigoroso, che permette di realizzare il relativo bonsai con facilità.
La pianta del tè, invece, proviene dalla Cina e rappresenta un bonsai da interno molto popolare. Ha delle piccole foglie di colore verde scuro, ricoperte da una specie di peluria. È un albero che fiorisce all’inizio dell’estate, presentando fiori piccoli che, successivamente, lasciano lo spazio a delle bacche scure, che gli permettono di assumere un aspetto molto elegante.