Le allergie sono ormai un problema molto diffuso, favorito anche dall’inquinamento atmosferico. Ma è possibile ridurre il fastidio nel verde di casa scegliendo piante e fiori che non hanno pollini in grado di attivare le allergie, e utilizzando alcune piante per curare gli effetti fastidiosi.

Allergia respiratoria, un problema in crescita
Sembrerà strano, ma più migliorano le condizioni di vita e più aumenta il numero di persone con intolleranze alimentari e manifestazioni allergie epidermiche e respiratorie. Alcuni studi prevedono purtroppo che nel 2020 quasi un bambino su due sarà affetto da rinite allergica. Le ragioni di questo fenomeno sono legate al nostro stile di vita, certamente migliorato per certi aspetti rispetto al passato, ma con una maggiore presenza di fattori inquinanti che favoriscono l’insorgenza di fastidi come starnuti frequenti, lacrimazione, gola infiammata, fino ad arrivare agli attacchi d’asma e alla bronchite.
Questi sono solo alcuni dei fastidiosi sintomi delle allergie respiratorie, che con l’arrivo della bella stagione colpiscono circa il 20% delle persone. In particolare, l’allergia da pollini riguarda soprattutto bambini e ragazzi: tra i 6 e i 15 anni ne soffre addirittura 1 su 4 (in questa fascia d’età si è più esposti a questo tipo di allergia). Le particelle inquinanti favoriscono la lunga permanenza dei pollini nell’aria, e anche i cambiamenti climatici hanno un ruolo importante nella diffusione delle allergie: basti pensare che da uno studio dell’Università di Genova, durato quasi trent’anni, è emerso che la stagione di pollinazione di alcune piante si è allungata di ben 100 giorni in un anno.

Ecco un elenco di alcune piante che sono spesso involontariamente colpevoli, a causa dei loro pollini, con i relativi periodi critici.
•    Nocciolo: da gennaio a fine marzo.
•    Olmo: da metà febbraio ad aprile.
•    Pioppo e salice: da marzo a fine maggio.
•    Parietaria o erba vetriola: da maggio a settembre
•    Betulla: da aprile a metà giugno.
•    Quercia, faggio, platano pino: da metà maggio a metà agosto.
•    Piantaggine e acetosa (erba brusca): da maggio ad agosto.
•    Graminacee (erbe dei prati di vario tipo e cereali come frumento, orzo, avena, segale, mais e riso: da metà maggio a metà settembre.
•    Tarassaco (piscialetto, soffione): da maggio a giugno.
•    Ortica: da maggio a settembre inoltrato.

In generale è consigliabile controllare periodicamente il calendario delle fioriture da polline, pubblicato sul web dai Servizi sanitari regionali.

Alberi “amici” che non danno allergie
Per fortuna ci sono dei modi per prevenire questi disturbi e per far sì che l’arrivo della bella stagione sia un evento piacevole e non un incubo ricorrente; a questo scopo è importante coltivare, in terrazzo o in giardino, piante che non possano causare allergie con il loro polline. Fra queste ci sono l’acero riccio, l’albero della canfora, il nespolo, piante da frutto come ciliegio, melo, pero e albicocco, l’albizia dalla splendida fioritura estiva, il cercis o albero di Giuda che ha splendide corolle rosa in aprile-maggio, la paulownia (albero resistente, con splendida fioritura blu) e le magnolie sempreverdi o da fiore. Altre piante che non risultano essere fra quelle che normalmente causano allergie ci sono l’orniello (frassino di campagna, la mimosa, i vari tipi di ligustro, alberi come eucalipto, robinia e tiglio, rampicanti come glicine e gelsomino e arbusti da fiore molto belli e facili: mirto, forsizia, lillà.

Il prato: da evitare… ma ci sono buone alternative
L’erba del prato quando va a fiore, in primavera, è fra le prime cause di allergia. Occorre dunque tagliare l’erba fin da marzo, con regolarità, ogni 7-8 giorni, oppure meglio ancora sostituire il prato classico con altre coperture di piante non Graminacee, come la dicondra, il trifoglio nano o specie tappezzanti non calpestabili quali edera e convallaria. Fondamentale è l’assenza di erbe infestanti come ortica, parietaria, ambrosia, piantaggine e gramigna, molto comuni nei giardini, e di piante come la tuja e il tasso, che già in marzo affidano i loro pollini al vento. Via libera invece alle fioriture stagionali estive, come geranio, petunia, portulaca, lantana, nasturzio, fucsia… Molto di rado sono colpevoli di allergie.

Le piante che aiutano a combattere le allergie
L’olio di camomilla romana, l’olio essenziale di eucalipto e l’olio essenziale di lavanda sono un valido rimedio in caso di allergie da pollini, grazie alle loro proprietà analgesiche, antibatteriche, antimicotiche e antinfiammatorie. Anche il ginkgo, la rodiola e il guaranà, assunti regolarmente (sono reperibili nelle erboristerie e anche in formulazioni farmaceutiche) aiutano a prevenire le allergie respiratorie. Anche il tè verde, bevanda che viene ricavata dalla camelia giapponese, ha ottime virtù antistamiche naturali: per ottenere un buon effetto occorre berne almeno due tazze al giorno, dolcificate con il miele (non con lo zucchero). Anche la normale camomilla ha un buon effetto contrastante.

Accorgimenti utili per ridurre il rischio e i fastidi
Alcune norme di comportamento risultano utili per tenere sotto controllo le allergie da pollini: dopo essere rimasti all’aperto, magari vicino a piante che causano le allergie, una volta tornati a casa fate subito una doccia, cambiatevi i vestiti e lavateli, per ridurre la quantità di pollini che vi siete portati negli ambienti domestici. Lavate spesso gli occhi con acqua fredda e alla sera puliteli con un batuffolo di cotone imbevuto di camomilla prima di andare a letto. Mantenete pulito l’interno del naso e massaggiate le mucose con un poco di vaselina, per evitare che i pollini permangano a lungo sulle sue pareti interne della cavità nasale.
Nelle giornate calde e ventose di primavera la liberazione di polline nell’aria viene favorita, per cui evitate di uscire o quanto meno di rimanere a lungo in ambienti molto ricchi di polline (per esempio vicino a prati e alberi dei quali sapete essere allergici). Anche subito dopo un temporale l’aumento dei flussi d’aria favorisce la diffusione dei pollini, la cui concentrazione può aumentare fino a 10 volte.
Se prevedete una gita o escursione, in primavera è meglio scegliere località marittime, dove la presenza dei pollini risulta più limitata a causa del vento costante che libera meglio l’aria. Naturalmente evitate gli ambienti pieni di fumo perché le mucose di naso e occhi si irritano ancora di più, e se siete fumatori, meglio smettere.

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