Orto sinergico: questo concetto, di cui oggi si parla molto, sintetizza un approccio alla coltivazione delle piante nell’orto, ma anche in giardino o in vaso, che pone in primo piano il rispetto per ogni forma di vita, dagli invisibili batteri del suolo alla verdura che arriva in tavola o ai fiori che rallegrano la nostra vita quotidiana.

Il metodo di cura di un orto sinergico è applicabile infatti anche alle piante ornamentali ed è praticabile, in tutto o in parte, nel microcosmo del nostro spazio verde, anche se è nato per essere realizzato al meglio in grandi spazi in cui le sinergie della natura avvengono in modo spontaneo.

Le mani “nella” natura
Come altre forme di approccio rispettoso e naturale alle piante destinate al consumo alimentare o alla decorazione di spazi verdi, l’orto sinergico richiede un lavoro non troppo impegnativo, ma continuativo e attento.
Le mani di chi coltiva non sono “sulla” ma “nella” natura: il lavoro umano di cura delle piante fa parte della sinergia complessiva fra le forme di vita esistenti nello spazio coltivato e nell’ambiente circostante (la campagna, il bosco, il giardino, eventualmente gli animali da compagnia e quelli della fattoria).
Se non avete sviluppato precedenti esperienze di agricoltura naturale, accostatevi al metodo di agricoltura sinergica con gradualità.

Parola d’ordine: rispettare la madre terra
La base del metodo di orto sinergico parte dall’idea di un utilizzo totale e permanente del terreno, in modo naturale e rispettoso di tutto ciò che nella terra trova e trasmette la vita, per esempio gli invisibili batteri presenti nell’humus naturale, che si forma attraverso il processo di trasformazione e biodegradazione dei vegetali (lo stesso fenomeno naturale che accade nei boschi non coltivati).
Il terreno gestito con i principi dell’agricoltura sinergica non va arato né concimato, non va trattato con prodotti chimici di nessun tipo e deve accogliere piante da orto diverse, associate a cereali e ad altre specie che “collaborano” fra loro: questi sono alcuni dei principi-guida dell’orto sinergico, un’esperienza interessante che coinvolge anche sul piano emotivo, incidendo sullo stile di vita con riflessi positivi e appaganti. La sinergia, ossia la reazione positiva di due o più diversi agenti che collaborano tra loro, si estende dalle piante alle persone che le curano, con reciproci benefici.
L’obiettivo primario è il costante il rinnovamento della fertilità naturale del terreno, così come teorizzato dalla franco-spagnola Emilia Hazelip, considerata la pioniera di questo approccio. In realtà, l’orto sinergico non è una pura invenzione del nostro tempo: il concetto di oggi  eredita le tradizioni del nostro passato, quando per necessità, non esistendo i concimi chimici, la produzione di vegetali destinati all’alimentazione umana e animale avveniva solo attraverso il rispetto del processo di rinnovamento della naturale fertilità del terreno, senza alterare la struttura del suolo.

Orto e fiori, in sintonia
Nell’orto sinergico le piante sono scelte e coltivate in modo da creare sinergie positive fra le diverse specie; lo stesso tipo di pianta può essere presente in varie fasi del ciclo di crescita, anche decomposte o interrate (l’operazione si chiama “sovescio”) per nutrire il suolo. La coltivazione avviene nel pieno rispetto di una corretta rotazione delle diverse verdure sullo stesso terreno e sugli accostamenti più “sinergici”, ossia in sintonia tra loro, incluso i fiori che, come il tagete, o le erbe aromatiche (timo, menta…) in grado di interagire con le verdure per renderle migliori e scoraggiare la presenza di parassiti.

L’importanza delle virtù delle piante
L’orto sinergico punta sulle virtù delle piante, per ciò che possono provocare nel terreno: l’erba cipollina, per esempio, buona e dai graziosi fiori, ha virtù antibatteriche che prevengono e combattono le malattie degli ortaggi. Tra le sue capacità c’è anche quella di attirare “sinergicamente” le api, indispensabili per impollinare le piante. E questo accade anche con tanti altri fiori, da miscelare agli ortaggi. Inoltre, è importante non lasciare mai terreno nudo: negli spazi ridotti e lungo i bordi dell’orto, o ai margini delle aiuole in giardino, potrete coltivare piccoli ortaggi, fiori commestibili come la calendula o erbe poco ingombranti, come il prezzemolo.

Un orto sinergico richiede grande spazio?
In effetti, per ottenere i migliori risultati è bene dedicare tutto lo spazio verde a questo tipo di approccio, che dà risultati apprezzabili se praticato in un’area tale da consentire ogni sinergia naturale nel suolo e nell’ambiente. Se l’orto è piccolo, bisognerà scendere a qualche compromesso, pur nella logica di una scelta “al naturale”: non rivoltate la terra, per conservare il prezioso humus superficiale; non lasciate aree di terreno senza piante; trovate un buon equilibrio tra rotazioni e consociazioni di ortaggi. Partendo da questi requisiti di base potete intraprendere la strada dell’orto sinergico, che ci insegna a guardare alla natura come parti in causa, e non come specie dominante.
Se avete il vostro verde solo in balcone, può essere difficile mettere in pratica alcuni principi-guida: vi limiterete, per quanto possibile, a interpretare le linee base di tutela della fertilità naturale del terreno in vasi e fioriere, utilizzando la difesa naturale (ossia i prodotti consentiti in agricoltura biologica) e favorendo la presenza di biodiversità: api e farfalle frequenteranno il vostro terrazzo e basterà mettere una mangiatoia con semi e briciole di pane per attirare gli uccellini. Anche loro fanno parte di una sinergia complessiva, anche perché si nutrono di insetti e di zanzare:  sono vostri alleati nella protezione della salute delle piante e del vostro benessere.

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