Cavolfiore, guida alla coltivazioe

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Cavolfiore, guida alla coltivazioe

Cavolfiore: caratteristiche e curiosità

Il cavolfiore è uno stretto parente del cavolo, o meglio: è un tipo particolare di cavolo, coltivato in Asia e nel bacino del Mediterraneo fin da tempi lontani; di esso si consuma l’infiorescenza, ossia la “testa” di colore bianco ma anche giallo, verde o violetto. Solo ai primi del ‘900 questo ortaggio si è diffuso negli USA e oggi la California è il massimo produttore mondiale.

Fa parte della grande famiglia delle Crucifere, nome dovuto al fatto che i botanici hanno individuato nei fiori di questa famiglia hanno quattro petali e assomigliano a una croce greca.

Il cavolfiore è una vera riserva di fattori nutritivi fondamentali per il nostro organismo. Tra i principi attivi che contiene c’è una sostanza oggi conosciuta come vitamina U, responsabile di tante virtù e dell’odore quando è in cottura (comunque minore nelle varietà violette rispetto alle varietà bianche). Le varietà a “testa” viola hanno una ricca presenza di antociani che lo rendono prezioso per combattere le malattie degenerative e prevenire i tumori.

Cavolfiore: varietà e tipologie

• Le varietà di cavolfiore variano parecchio per dimensioni e colore. In Italia esistono numerose selezioni locali, come la varietà autunnale ‘Di Moncalieri’; forma una palla enorme, bianco crema, con la superficie caratteristicamente percorsa da rosette coniche. Oppure il cavolfiore semiprecoce ‘Verde di Macerata’, meno voluminoso ma più facile da coltivare nell’orto.

• Una varietà curiosa è quella arancione, “Clementine F1”, ottima varietà di ricca di betacarotene. Si raccoglie a circa 80 giorni dal trapianto.

• Il cavolfiore lilla ‘Lavender f1’ diventa violetto se cotto e di color fucsia quando viene condito con aceto. Da crudo si presta ad arricchire le insalate. Si raccoglie a 90 giorni dal trapianto.

• Spettacolare il cavolfiore romanesco verde invernale “Lazio F1”, varietà tardiva per raccolta a fine inverno. Ciclo di coltivazione di circa 120-140 giorni. Richiede più spazio rispetto ai cavolfiori classici.

Cavolfiore: semina e trapianto

• La semina si fa in vaschette o vasetti, a fine inverno oppure a fine estate; la seminiera deve essere preparata con un substrato molto drenante e ricco di sabbia di fiume per favorire il drenaggio. Le plantule vanno tenute in ambiente a temperatura costante, molto luminoso e umido. Si trapiantano, scegliendo le più robuste, quando hanno emesso 3-5 foglie.

• In alternativa si possono acquistare le piantine pronte, da trapiantare in posizione soleggiata, in un terreno vangato fino a 20 cm di profondità e arricchito con stallatico in polvere o pellet. Le piantine acquistate sono già robuste e si riduce il pericolo di perdita degli esemplari durante il trapianto. Se questo avviene in estate, è fondamentale ombreggiare l’area con un telo ombreggiante, utile anche per proteggere da piogge e temporali; il terreno va mantenuto sempre leggermente umido.

Cavolfiore: come e quando concimare

Durante lo sviluppo delle piantine, conviene concimare con un prodotto granulare per orto: Gesal Bio, Concime organico universale, nutrimento granulare universale, per piante ornamentali e orticole, molto adatto per le esigenze del cavolfiore. Ha un effetto concimante immediato ed effetto nutriente di lunga durata, fino a 5 mesi. Il suo impiego nel suolo aiuta a migliorarne le caratteristiche; ben nutrito, infatti, il terreno trattiene meglio l’acqua, evitando la rapida disidratazione, e aiuta le piante ad affrontare meglio i periodi di siccità. Distribuire il concime in modo uniforme sul terreno, incorporarlo nel terreno rastrellando delicatamente e poi innaffiare.

Cavolfiore: come e quando irrigare

Subito dopo il trapianto occorre innaffiare con regolarità per conservare il terreno costantemente appena umido, evitando però dannosi ristagni; in seguito, le irrigazioni vanno diradate, in base all’andamento climatico. Le piante in contenitore sono particolarmente sensibili: occorre bagnare e concimare più spesso e con cadenza regolare.

Cavolfiore: le cure consigliate

• Importante è mantenere sempre pulito il terreno dalle infestanti intorno alle piantine in crescita; il loro sviluppo può ostacolare la crescita della pianta in termini di spazio e competono per l’assorbimento del nutrimento dal terreno. Vanno tolte manualmente e on delicatezza.

• Alla base dei cavolfiori è utile rincalzare il terreno, ossia accumularne un poco intorno al fusto.

Cavolfiore: come e quando raccogliere

• Il periodo necessario dal trapianto alla raccolta varia in funzione della varietà e dell’andamento climatico; le varietà invernali possono richiedere 100-120 giorni, quelle primaverili e autunnali (trapianto a fine estate) 80-90 giorni indicativamente.

• La raccolta va fatta quando le infiorescenze presentano un giusto compromesso tra volume e compattezza della “testa”. Aspettando troppo, si rischia che la “testa” perda la croccantezza, che è favorita dalle temperature fresche.

Cavolfiore: problemi e soluzioni

• Buchi alla base del fusto, avvizzimento della piantina: mosca del cavolo, da combattere con rincalzature (accumulo di terriccio intorno al fusto). Utile anche la consociazione con pomodori e, se l’infestazione è forte, un insetticida biologico.

• Decolorazioni e disseccamenti sulle foglie, muffa grigiastra sull’infiorescenza: peronospora, da prevenire con l’arieggiamento (buona distanza tra le piante) e da combattere con fungicidi biologici a base di rame, nelle prime fasi di crescita.

• Insetti scuri sulla pagina inferiore delle foglie: afide del cavolo, da eliminare ai primi segnali con l’impiego di preparati a base di ortica o di sapone molle

• Foglie bucherellate: la causa sono le larve della cavolaia oppure delle nottue, entrambi Lepidotteri dannosi. Si utilizzano prodotti biologici a base di piretro.

Il cavolfiore in cucina

Come lessare il cavolfiore senza odore sgradevole

Se è l’odore intenso che vi frena nella preparazione di questo ortaggio, mettetelo a cuocere in acqua fredda salata e fatelo bollire con un po’ di aceto bianco (che annulla la fragranza intensa) a fuoco basso: servito così, semplicemente lessato, condito con burro fuso e formaggio, è una vera bontà.

UtiIizzo del cavolfiore in cucina

In genere il cavolfore si utilizza preferibilmente lessato, gratinato al forno o per sott’aceti. Il suo colore è valorizzato nelle ricette semplici, in piatti poco elaborati.

Metodi di conservazione

In ambiente fresco e asciutto si conserva per una decina di giorni in cassette di legno. In frigorifero per due settimane avvolto in uno strofinaccio umido, nello scomparto delle verdure.

Ricetta express

Alle cimette lessate al dente aggiungete acciughe sott’olio sciolte in padella, olive nere, origano e, se gradito, un pizzico di peperoncino.

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