Piante grasse: trucchi e consigli

Piante grasse

Piante grasse: trucchi e consigli

Scopri come coltivare bene le piante grasse e farle crescere in salute

Tradizionalmente considerate davvero facilissime, le piante grasse presentano in effetti pochi punti critici, legati prevalentemente all’ambiente in cui vengono collocate, spesso radicalmente diverso da quello di origine. Occorre quindi sapere il nome della pianta che viene acquistata; se si tratta di un regalo, conviene portarla presso un buon garden center, chiedendo al responsabile dell’area succulente un aiuto per la sua identificazione.

 La perseveranza e anche gli errori nella cura delle piante grasse possono essere letti come un percorso verso risultati appaganti, tra cui quello di ottenere una bellissima fioritura. Talvolta essa richiede davvero molta pazienza… Certe specie, come i comuni Echinocactus, fioriscono dopo moltissimi anni: una mattina si vedranno dei boccioli che in breve apriranno corolle stupefacenti. Uno spettacolo che vale la pena di aspettare, dedicando quel minimo di cure presentate nelle prossime pagine.

Come scegliere i cactus

  • Le piante di piccola dimensione. Controllate che il pochissimo terriccio non sia del tutto disidratato. La crescita deve essere regolare, su un fusto solido e senza segni di seccume o macchie scure. Se le piantine sono in fiore, non dimenticate che la fioritura avrà vita breve: il trasferimento dalla serra a casa sarà facilmente fatale ai boccioli in formazione. Rifioriranno, se ben trattate, l’anno successivo.
  • I grandi esemplari. In considerazione del costo considerevole, cercate di analizzare se la pianta andrà a vivere in un ambiente idoneo. Se la pianta è un regalo, meglio assicurarsi che il destinatario sia disponibile a impegnarsi quel minimo che occorre per trovare una collocazione adatta.
  • Le succulente per giardini e balconi. Nel caso di portulache, mesembriantemi, sedum e semprevivi, acquistate piante con molti boccioli e trapiantatele al più presto: i vasetti piccoli hanno poco terriccio che si disidrata velocemente.
  • Accorgimenti per il trasporto. Non lasciate gli esemplari a lungo in auto, né d’estate sotto il sole né d’inverno, e fateli imballare bene per evitare lo shock da correnti d’aria fredda.
  • La consulenza. In alcuni casi i punti vendita effettuano un servizio di assistenza a domicilio: informatevi in merito se preferite avere la certezza di un controllo periodico.

Le composizioni di cactus e succulente

  • Cactus e succulente sono spesso commercializzati in composizioni miste. L’effetto è molto gradevole, ideale anche come regalo. Il prezzo può essere davvero interessante dal momento che le piccole piante grasse hanno un costo unitario molto contenuto.
  •  Se l’insieme è ben fatto e omogeneo in termini di esigenze di luce, acqua e temperatura, la composizione potrà avere una lunga durata, anche un anno o più (poi, quasi certamente, sarà necessaria la sostituzione di qualche esemplare perduto o il rinvaso in contenitori singoli).
  • Purtroppo però spesso le composizioni vengono realizzate nel negozio in modo un po’ sommario; il contenitore può essere privo di fori di drenaggio, le piante possono essere troppo ravvicinate fra loro o associate a specie non Cactacee, con esigenze idriche diverse. In quel caso, il rinvaso in contenitori singoli dovrà avvenire entro poche settimane.

Scegliere il contenitore

  • Anche se accettano la vita in ciotole larghe e basse, utilizzabili per la composizione di piccoli esemplari, la scelta migliore rimane quella di un contenitore piuttosto alto anche se non troppo largo rispetto alla dimensione della pianta. In questo modo si riduce il rischio di ristagno d’acqua, dotando il contenitore di uno strato di argilla o ghiaia sul fondo.
  • La terracotta, permeabile e traspirante, rimane la scelta migliore. I vasi in materiale sintetico, leggeri e robusti, possono essere consigliabili per gli esemplari di grandi dimensioni, rendendoli un po’ meno pesanti e più facili da spostare. In ogni caso, sul fondo ci devono essere uno o più fori di drenaggio.

Come effettuare il trapianto

  • Le piantine di cactus crescono con rapidità e facilità: ecco perché è facile trovarle in vendita a pochi euro.
  • L’operazione di trapianto è subito necessaria perché i vasetti sono molto piccoli e nel giro di poche ore le radici si asciugano del tutto, inoltre è impossibile vederle crescere in così poco spazio.
  • Trapiantatele sollevando la zolla radicale grazie a una striscia di carta avvolta intorno alla pianta spinosa. Così estratta, la piantina sarà messa a dimora in un nuovo vasetto; una matita o bastoncino aiuterà il terriccio a scendere lungo i lati.
  •  Dopo il trapianto pressate bene e innaffiate un poco; dopo un quarto d’ora togliete l’acqua rimasta nel sottovaso. Aspettate una settimana prima di mettere l’esemplare in pieno sole.

Il rinvaso

  •  Il rinvaso si fa a fine inverno oppure quando le radici affiorano sotto il vaso, in un contenitore di poco più largo, utilizzando terriccio fresco e nuovo.
  •  Le piante di grande dimensione possono subire il solo ricambio dello strato superficiale, ogni due anni.

Il trapianto in aiuola

  • La buca di piantagione va preparata con uno strato drenante di ghiaia o argilla sul fondo, almeno 5 centimetri.
  • Il terreno per riempire la buca d’impianto deve essere molto leggero e drenato, anche con una percentuale di sassolini.

La concimazione

  • Così come per il regime delle irrigazioni nell’arco dell’anno, anche le concimazioni sono legate al tipo di pianta e al suo metabolismo.
  • Le piante succulente da fiore come le portulache, che rimangono in fioritura per molti mesi, sono le più esigenti in fatto di quantità e frequenza; i grandi esemplari adulti di Cactacee preferiscono invece ricevere poco nutrimento, anche per evitare degli stress che possono provocare la formazione di chiazze di secco sui fusti, non eliminabili e capaci di danneggiare l’estetica e il vigore.
  • In linea di massima, il concime è necessario, nei periodi vegetativi, in quantità modeste, il che non significa che le piante succulente possano fare a meno di nutrimento.
  • Occorre fare attenzione al tipo di concime: se contiene una elevata percentuale di azoto si assisterà allo sviluppo di molta vegetazione, con un accrescimento rapido e vistoso, a scapito di una bella fioritura.
  • Il prodotto consigliato per la concimazione di cactus e piante succulente è Gesal concime liquido cactacee & piante grasse, ideale per tutte le tipologie di piante grasse e cactacee, garantendone resistenza e rispettando l’ambiente, con flaconi riciclati e riciclabili.
  • Arricchito con potassio per aumentare la resistenza e migliorare la ritenzione idrica delle piante
  • Dosaggio facile senza sprechi: tappo graduato con salvagoccia
  • Come si usa: agitare bene la la bottiglia, versare il concime all’interno del tappo e diluire in acqua di irrigazione per innaffiare ogni 10-12 giorni da aprile a settembre.
  • Sospendere in inverno; la concimazione va fatta solo per le succulente che fioriscono in casa in inverno, come la kalanchoe e il cactus di Natale, ogni due-tre settimane prima e durante la fioritura; sospendere dopo la fioritura per lasciare alle piante il necessario periodo di riposo.
  • Dose: concime fino a una tacca del tappo in 1L d’acqua, due tacche in 2 L.

Qualcosa non va?

Il primo passo per ridurre al minimo malattie e parassiti sulle piante grasse, e quindi le perdite di tempo e le delusioni, consiste nell’osservare gli esemplari spesso e con attenzione, aiutandosi con una lente d’ingrandimento. Anche nel caso delle grasse vale la regola di agire ai primi segnali, quando è possibile bloccare il problema evitando ripercussioni sul metabolismo vegetale e il costo e l’impatto ambientale di un antiparassitario.

  • Prima di agire occorre capire quale tipo di problema bisogna combattere: parassita animale (e di che tipo), malattia fungina (quale, nello specifico) oppure fisiopatia, ossia un disagio derivante da una condizione ambientale non adatta.
  • Prevenzione e cura delle fisiopatie: sono fisiopatie la rapida sfioritura e la caduta dei boccioli, l’afflosciamento, le necrosi sulle foglie e il fusto. La colpa va ricercata nella posizione o clima sbagliati o nella manutenzione: troppa o poca acqua, temperatura non idonea, correnti d’aria, poca luce, substrato inadatto, concime in carenza o in eccesso ecc. 
  • Se si tratta di insetti o malattie fungine, è consigliabile chiedere un prodotto idoneo presso il punto vendita di fiducia, spiegando bene i sintomi notati.