Kaki

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Kaki

Scopri come coltivare il kaki, pianta vigorosa e di lunga durata: è una scelta sicura per chi desidera avere ombra, bellezza e frutti con poco impegno. Il kaki, di origine asiatica, è carico di simbolismi. In particolare è chiamato “albero della pace” perché un esemplare di questo albero sopravvisse alla bomba atomica sulla città di Nagasaki, in Giappone, nel 1945. Un botanico giapponese se ne prese cura negli anni seguenti, e ai bambini delle scuole che andavano in pellegrinaggio nel luogo della tragedia, regalava i semi dei frutti di questa pianta. A ogni bambino raccomandava di piantare i semi e far crescere un albero, come simbolo di fratellanza tra i popoli

Il kaki è una pianta perfetta per il clima che cambia: chiede poca acqua e poche cure, tollera il caldo intenso. Vive bene anche nell’Italia settentrionale fino ai piedi delle Alpi, perché resiste ai freddi invernali.

Dove piantare il kaki

Se vuoi piantare un kaki dovrai scegliere il posto giusto, in una posizione soleggiata e aperta: nel tempo, diventa un bell’albero dalla chioma ombreggiante.

Il kaki non teme il caldo intenso ed è quindi particolarmente adatto per le zone dove in estate le temperature sono alte e c’è forte esposizione al sole. Non ama i venti salmastri: in generale, il vento intenso diventa un problema per il rischio di spezzare dei rami, meglio quindi individuare in giardino e in terrazzo una zona protetta dalle forti brezze. Il caco o kachi si è perfettamente ambientato in Italia anche nei climi freddi e nebbiosi della Nord, dove fruttifica nel tardo autunno conservando a lungo i frutti sui rami ormai nudi: uno spettacolo molto bello per il giardino di fine stagione. Un tempo immancabile vicino alle case di campagna, perché facile e dalla bella chioma ombrosa, oggi è poco coltivato in quanto i frutti sono poco conservabili e non hanno grande commercializzazione, ridotta a un periodo molto breve.

Carattestiche

Cresce bene in terreni fertili e profondi, poco aridi in estate, e preferibilmente al riparo da gelate tardive che fanno cadere i fiori, sensibili anche agli sbalzi termici, al vento, ai temporali e alla carenza di sole. Albero longevo, di crescita lenta, negli anni la produzione migliora qualitativamente e quantitativamente.

Le principali varietà

  • Antica varietà tipica della pianura napoletana, coltivato anche in Sicilia, oggi il kaki “Vaniglia” incontra un gradimento crescente perché i suoi frutti, dalla polpa soda e poco gelatinosa, sono commestibili anche al momento alla raccolta: non richiedono l’“ammezzimento”, che consiste nel lasciare i frutti in cantina per diversi giorni per renderli commestibili (altre varietà hanno frutti astringenti e immangiabili appena raccolti).
  • Il kaki O’Gosho, noto anche come kaki–mela, ha un sapore molto dolce ma con una consistenza più soda rispetto a quella dei kaki classici.
  • Il kaki “Cioccolatino” riesce ad adattarsi a molti tipi di terreno; la maturazione, una volta raggiunto un certo stadio di consistenza morbida, è molto rapida.

Annaffiatura 

Devi innaffiare il kaki in primavera ed estate soprattutto quando è giovane, con un regime costante e non troppo frequente. I kaki adulti resistono alla siccità ma se vengono innaffiati (non spesso ma generosamente) producono frutti più grossi e succosi.

Gli esemplari giovani sono sensibili agli sbalzi di temperatura e di irrigazione in primavera: ciò causa la cascola dei fiori e dei piccoli frutti formati da poco. Nel giro di pochi anni questa sensibilità diminuisce, ma dovresti evitare di alternare momenti in cui il terreno è del tutto asciutto a fasi di eccessiva irrigazione che rende il suolo fradicio.

Concimazione 

In autunno e in primavera la pianta  va concimata con un concime organico o un prodotto a lenta cessione per piante da fiore che stimola la produzione di boccioli.

Puoi concimare il kaki nella fase di sviluppo con Gesal Concime organico universale che offre una nutrizione prolungata per ottenere una crescita rigogliosa; è facile da distribuire e ha effetto concimante immediato ed effetto nutriente di lunga durata, fino a 5 mesi. Trattiene l’acqua e aiuta le piante ad affrontare meglio i periodi di siccità. Come si usa: distribuire il concime in modo uniforme sul terreno, incorporarlo nel terreno rastrellando delicatamente e annaffiare le tue piante.

Quando e come raccogliere i frutti del kaki

I frutti si raccolgono da ottobre a dicembre, staccandoli con molta delicatezza. Se sono ancora immaturi vanno lasciati alcuni giorni in cantina o altro luogo fresco; disponi alcune mele vicino ai kaki per farli maturare più velocemente.

Potatura del kaki

Dovresti lasciare al kaki la sua forma naturale, molto bella: in questo modo, le potature sono ridotte alla sola pulizia dai rami secchi, a fine inverno. Ha bisogno di spazio: se hai più esemplari è bene lasciare distanze minime dai 6 agli 8 metri

Curiosità sul kaki

  • Composto per la quasi totalità da acqua, e quindi molto idratante, il kaki è un frutto zuccherino e vitaminico; la sua efficacia astringente lo rende consigliabile per un regolare funzionamento intestinale.

  • Molto energetico (100 g forniscono 65 calorie), è consigliato per sportivi, bambini, anziani; è un ottimo ricostituente per chi è indebolito da una malattia o ha bisogno di un surplus energetico. Ha virtù benefiche nel combattere la tosse e le malattie respiratorie.

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